METALINILTALY.COM, Sinatras: “Six Sexy Songs”

15/05/2015 09:02

Sinatras: “Six Sexy Songs” – Recensione

Silvia Autuori 15 maggio 2015
Sinatras: “Six Sexy Songs” – Recensione
  • Composizione
  • Esecuzione
  • Produzione
  • Artwork
  • Etichetta Autoprodotto
  • Anno 2015

Non c’è sosta, non un attimo di respiro. Il death ‘n’ roll estenuante dei Sinatras è un concentrato adrenalinico che spiana la strada ad una proposta musicale davvero interessante.
Cominciamo col dire che la band è un progetto nuovo di zecca nato da un’idea di Emanuele Zilio, chitarrista per 20 anni tra le fila degli Strange Corner, che ha voluto in squadra musicisti navigati come lui, ma di diversa estrazione musicale, in modo da poter fondere le proprie esperienze in un unico progetto.
Il risultato, per il momento, è questo EP: “Six Sexy Songs“, tutto fuorchè una breve playlist di brani che possano accompagnare una mezz’ora in dolce e rilassata compagnia.
Beh… dipende da come vi piace farlo…
Certo, la batteria di Jenny B. potrebbe darvi una mano nell’accelerare tempi e tenere ritmi da campione. Quel doppio pedale va che è una bellezza e la componente “drummeristica” (lasciatemi passare il termine) è senz’altro una delle principali caratteristiche di questo lavoro e della band in generale.
L’EP si apre con “Contamination”, brano strutturato, ottima opener per far capire chi comanda. Pare che il sound dei Sinatras sia stato influenzato da band come Pantera ed Hatebreed, per citare qualche nome, ma in tutta onestà Jamey Jasta sarebbe più che onorato di avere a contorno un supporto musicale del genere ed un’aggressività vocale come si evince, ad esempio, in “Frank Is Back”.
L’incontenibile voglia di imporsi è data anche dall’elaborazione del brano “W.A.F.S.”, acronimo di “We Are Fucking Sinatras”, traccia autobiografica se vogliamo, un biglietto da visita, in cui ognuno offre il meglio di ciò che sa fare. L’essenza di “Six Sexy Songs” potrebbe essere contenuta proprio in questo pezzo, dove più generi si fondono, dove il death viene smorzato dal rock nel finale, in un mix entusiasmante di passaggi veloci e chitarre che finalmente diventano sexy.
Chiude l’EP “All Or Nothing”, il brano forse più violento, in cui la generosità precedente nel voler offrire più punti di vista, viene interrotta dal piatto unico del moderno death metal in chiave Sinatras… Sarebbe interessante chiedere ai nostri il perchè di questo moniker…
Ad ogni modo, la band con l’ultimo brano fa un auspicio a se stessa: la speranza di meritarsi un disco come si deve, e non più un EP di presentazione. Pare che ci siano all’orizzonte già una dozzina di brani pronti per il primo full-lenght. Attendiamo fiduciosi.

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